Viviamo una stagione di radicali cambiamenti che esige un aggiornamento dei nostri paradigmi anche economici. La suggestione di uno sviluppo senza regole e senza sostenibilità sociale ed ambientale, slegato dalla comunità e dal territorio, non regge più. Per questo è necessario valorizzare il capitale umano, dare centralità alla formazione e alla ricerca, riscoprire le vocazioni produttive dei territori, rilanciare le potenzialità innovative delle nostre città, insistere sullo sviluppo economico sostenibile, rendere semplice, trasparente e alleato delle imprese e dei cittadini il sistema della pubblica amministrazione, ricostruire un sistema fiscale capace di sostenere l’impresa e il lavoro. Bisogna continuare a sostenere l’opera di valorizzazione di settori strategici del Made in Italy come il patrimonio culturale e turistico, l’agricoltura e l’agroindustria, l’enogastronomia, la manifattura di qualità.

Alcune proposte:

Impresa

1. Consolidamento ed estensione di Industria 4.0.

  • Rendere strutturali per tre anni ammortamenti e superammortamenti con l’obiettivo di sostenere gli investimenti, far crescere l’esportazione delle merci e ridurre quella dei cervelli;
  • Ampliamento Impresa 4.0 al turismo per la riqualificazione delle strutture e degli arredi, per gli investimenti sulle reti di imprese e sui prodotti turistici. Il turismo può in cinque anni raddoppiare la sua incidenza sul PIL dal 10 al 20%. Rendere strutturale il credito d’imposta per la formazione e ampliare la platea dei beneficiari;
  • Introdurre incentivi fiscali sugli utili dei primi tre anni di vita delle start-up innovative;
  • Rafforzare il binomio agricoltura e sostenibilità ambientale potenziando le misure degli ultimi governi su aggregazione di impresa ricerca e innovazione in agricoltura, per rendere più competitivo il nostro sistema d’impresa.

2. Imprese sociali

  • Occorre allargare la platea e sostenere i soggetti privati che operano nel welfare con una rapida e compiuta attuazione della riforma sulle imprese sociali;
  • Imprese di territorio e imprese innovative. Accanto agli obiettivi dell’innovazione e del welfare sussidiario occorre integrare le attività di interesse generale svolte dalle imprese sociali, eleggendo a possibile oggetto sociale di tali imprese, l’insediamento e lo svolgimento di attività economica in territori e zone svantaggiate (prime fra tutte le c.d. aree interne). Di conseguenza, anche a questi soggetti imprenditoriali andrebbero attribuiti gli stessi oneri (partecipazione democratica, assenza di scopo di lucro), ma anche gli stessi vantaggi amministrativi, civilistici e fiscali delle imprese sociali.

3. Semplificazione e lotta alla burocrazia

  • Invertire il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione;
  • Certezza dei tempi della pubblica amministrazione per agevolare imprese e cittadini;
  • Indennizzi a favore dei cittadini per i ritardi e l’inerzia della pubblica amministrazione;
  • Rafforzare ed ampliare il principio del silenzio assenso.

4. Azioni di giustizia fiscale

  • Rimodulazione del calendario fiscale per imprese e autonomi, in modo tale da spalmare trimestralmente il pagamento degli acconti d’imposta tenendo conto degli utili effettivi;
  • Incentivi fiscali sulle esportazioni per le PMI che incrementano l’occupazione stabile;
  • Abrogazione delle disposizioni sull’inversione dell’onere della prova;
  • Lo Stato non può pretendere le imposte verso contribuenti con i quali ha un debito in arretrato;
  • Le tasse non sono dovute se l’impresa non ha incassato i corrispettivi delle fatture emesse;

Accertamenti:

  • Per agenzia delle entrate premi collegati ad accertamenti oggettivi e non preventivi;
  • No sequestro preventivo;
  • Misure mirate di contrasto di interesse sul modello Ecobonus;
  • Istituzione di un Codice Tributario generale sulle garanzie del contribuente e sui poteri dello Stato.

6. Ambiente e sviluppo sostenibile

  • Intensificare la lotta al dissesto idrogeologico:
  • proseguire il piano nazionale con una semplificazione ulteriore delle regole;
  • Chiudere tutte le discariche abusive per azzerare le multe Ue;

Un piano per le Smart Cities:

  • efficienza energetica con il rinnovo e l’allargamento degli attuali bonus, una nuova mobilità sostenibile con divieti più stringenti alle macchine e ai bus inquinanti. Nuova stagione di incentivi alla mobilità elettrica-metano-ibrida;
  • Piano di riqualificazione energetica delle periferie: partire da scuole, verde pubblico, più detrazioni per il verde privato nei condomini;
  • Economia circolare: premiare e diffondere tra i comuni le eccellenze italiane, nuove tecnologie per abbattere il carico di rifiuti e spingere su differenziata;
  • Intensificare l’attività di sviluppo della blue economy strategica per il nostro Paese;
  • Lotta all’erosione costiera partendo dalla migliore gestione dei fiumi da parte delle autorità competenti;
  • Prevenzione rischio sismico: potenziamento dei fondi per il completamento della Carta Geologica d’Italia e della Microzonazione Sisimica ;
  • Acqua: più investimenti per rendere la rete idrica nazionale a livello dei migliori Paesi europei;  Consumo del suolo: puntare alla riqualificazione di area dismesse o degradate;
  • Conferma per gli anni a venire di una politica indirizzata all’efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente e soprattutto a quello di futura costruzione.

7. Lavoro e salario

  • Promuovere, nella contrattazione nazionale, sanità integrativa e previdenza integrativa con la riduzione della pressione fiscale sui fondi contrattuali;
  • Sostenere la contrattazione aziendale e territoriale finalizzata alla crescita salariale e al recupero di produttività;
  • Tassazione zero, salario accessorio e di produttività;
  • Rendere ancora più conveniente il lavoro a tempo indeterminato;
  • Decontribuzione strutturale per i neo assunti per tre anni;
  • Riduzione del cuneo fiscale;
  • Sostegno ai contratti attivi di solidarietà finalizzati alla crescita e al ricambio generazionale.