I sentimenti di paura che alimentano il populismo e l’estremismo sono figli dell’impoverimento e delle nuove debolezze del ceto medio. Gli ultimi dieci anni, la crisi economica, l’epocale fenomeno migratorio, il terrorismo, la globalizzazione senza regole hanno alimentato la paura e la rabbia. Si è ormai rotto, non solo in Italia e in Europa, il tetto di cristallo che per interi decenni ha impedito che la rabbia potesse dominare i processi politici. L’argine era, in grandissima parte, composto dall’elettorato moderato. Questo cambiamento profondo del tessuto sociale ha cambiato la geografia della rappresentanza politica. In Italia il sistema è diventato saldamente tripolare, tendente a divenire quadripolare. La rottura dell’argine della responsabilità democratica fa crescere i populismi di destra e di sinistra. Quelli di destra: razzismo, muri, dileggio dell’avversario politico, messa in discussione della democrazia rappresentativa, del metodo scientifico, i capisaldi della nostra civiltà. Quelli di sinistra: neostatalismo, lo Stato al centro dei processi economici e sociali. Civica popolare è una forza radicalmente alternativa al populismo con una identità politica e culturale popolare e riformista che mette al centro l’uomo e costruisce una società intorno ai valori della persona, della famiglia, del lavoro, dell’impresa, della solidarietà sociale e della lotta alla povertà. Risollevare il ceto medio significa più salario, più impresa, più servizi per i bambini, le mamme, gli anziani, le famiglie, meno diseguaglianze, più solidarietà. Senza un ceto medio forte la democrazia è debole.