L’immagine di un Meridione depresso, senza una sua identità economica, industriale, imprenditoriale, è falsa. Il Mezzogiorno ha risorse imprenditoriali, professionali e culturali rilevantissime. Se non si comprende questo non si potrà mai avere la capacità di costruire il futuro utilizzando come leva il presente. Lo sviluppo del Sud non è solo la tradizionale “questione meridionale”, è una questione nazionale, dell’Italia che vuole diventare una grande potenza continentale. Le criticità, gli stereotipi e la rassegnazione non devono prevalere sulla attenta e reale valutazione delle forze in campo e delle vere potenzialità di un piano di sviluppo.
Nell’economia reale del Mezzogiorno ci sono punti di forza straordinariamente vivi su cui basare una nuova progettualità. Non solo agricoltura e turismo, ma anche portualità, logistica, industria manifatturiera di piccola, media e grande impresa.
Quindi sostiene il falso chi dice che nel Mezzogiorno non ci siano competenze e capacità imprenditoriali rispetto al Centro-Nord. La differenza non è nella qualità, ma nella quantità, nella capacità di costruire interconnessioni e reti e logiche di sistema; nel divario tra realtà in forte sviluppo e territori con sempre più ritardi; nella scarsa cooperazione tra le imprese e tra queste e le istituzioni pubbliche; nell’impiego non omogeneo e diffuso, per qualità, delle risorse finanziarie Europee; nella troppa disparità tra governi pubblici del territorio; nei limiti dell’Italia – sia nella componente pubblicache privata – di pensare allo sviluppo del Sud come una questione meridionale, anziché una questione strategica di profilo nazionale, nell’interesse di tutto il Paese.

Alcune proposte:

Turismo e cultura

  • Piano per lo sviluppo turistico per il Sud. Occorre spostare gli investimenti pubblici sullo sviluppo di una molteplicità di prodotti turistici per contrastare la monotematicità dell’offerta, l’eccesso di stagionalità che produce grandi flussi in periodi troppo ristretti, con bassa marginalità per le imprese e con ridotto sviluppo delle professionalità e delle competenze. Un piano per lo sviluppo turistico per il Sud deve incentrarsi sull’ampliamento della stagionalità orizzontale, quindi estate e inverno, e verticale, giorno e notte, con tutte le interconnessioni possibili tra mare ed entroterra, tra turismo e cultura, tra enogastronomia e paesaggio.  Iniziative per distretti turistici a burocrazia zero;
  • Valorizzazione del Piano Strategico per il Turismo presentato dal governo per il 2017/2022 con i seguenti obiettivi: – Innovare, specializzare e integrare l’offerta nazionale – Accrescere la competitività del sistema turistico – Sviluppare un marketing efficace e innovativo – Realizzare una governance efficiente e partecipata.

Industria e manifatturiero

  • Industria 4.0 per il Sud andrebbe reso strutturale per un periodo di almeno 10 anni per superare il gap quantitativo (quantità e dimensione delle imprese) con il Nord.

    Portualità e logistica

  • Occorre ricostruire la filiera dell’economia del mare, come grande opportunità competitiva per il Mezzogiorno e per l’intero Paese nel Mediterraneo, dove transita ogni anno il 19% di tutto il traffico marittimo mondiale replicando iniziative passate quali Marebonus e Ferrobonus.